6.24.2008

The Twilight Sad - Fourteen autumns and fifteen winters (2007, Fat Cat)

L'esordio di un quartetto scozzese che fin dall'appellativo e dai titoli dei pezzi chiarisce il suo vezzo drammatico e misterioso. Il genere si colloca in quel calderone post-punk e new wave che da tempo non gode più di confini ben definiti; ci sono anche delle soluzioni pop (nello specifico gli arrangiamenti di molti brani riprendono i movimenti ritmici di chitarra e batteria dei Coldplay) sempre e comunque accompagnate da una tendenza a dilatare/pischedelizzare le atmosfere. La voce di James Graham è scura e trascinata, (alla Interpol / Editors), e viene valorizzata negli episodi più alternativi ("Talking with fireworks / Here, it never snowed" su tutte), mentre la fisarmonica che accompagna è un elemento distintivo e curioso. C'è un senso di voluta incompiutezza e sospensione in pezzi come "I'm taking the train home" e "Last year's rain didn't fall quite so hard" che spiazza e intontisce, mentre la concettuale title-track strumentale è triste quanto basta per conlcudere l'album in malinconica bellezza.

7.5/10

Highlights: Cold days from the birdhouse, That summer at home I had become the invisible boy, Talking wih fireworks / Here it never snowed, And she would darken the memory of youth, Fourteen autumns and fifteen winters.

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