6.15.2007

The Chemical Brothers - We are the night (2007, Astralwerks)

Partiamo dal seguente presupposto: non è facile parlare del sesto album dei Chemical Brothers. Il motivo principale è che l'esordio discografico dei fratellini chimici risale ormai a dodici anni fa; un altro momento storico, un altro mondo, un'altra concezione di musica elettronica e, più in generale, di vita. C'è chi li ha accusati di essersi mossi in direzione del mainstream con il loro "Push the button"; ma a qualcuno è venuto in mente che forse è avvenuto l'esatto contrario? Non c'è alcun dubbio sul fatto che il mercato discografico si sia ispirato e in molti casi si sia addirittura impossessato del loro stile e del loro modo di pensare la musica. Quindi è ragionevole che "All rights reserved" (con il featuring dei Klaxons) suoni già sentita oggi; il segreto sta nel non dimenticare che questo tipo di accostamento fra elettronica e rock che nel 2007 appare banale Tom Rowlands e Ed Simons lo propongono da almeno una decina di anni (Noel Gallagher in "Setting sun" o "Let forever be"). E che i due sappiano fare musica credendoci senza però prendersi troppo sul serio lo si evince dall'umorismo hip-hop della curiosa "The salmon dance" piuttosto che dall'irridente riff principale del primo singolo, la ben riuscita "Do it again". A controbilanciare un brano inconcludente come "Saturate" ci pensa la profondissima "A modern midnight conversation", che potrebbe andare avanti una ventina di miuti senza stancare; e chi se ne importa delle insipide "Harpoons" e "Burst generator" quando alla fine del viaggio veniamo congedati da una meraviglia come "The pills won't help you now", la cui malinconia ricorda un altro loro capolavoro, "The state we're in" (da "Come with us" del 2002). Il tempo passa, ed è bene tenere a mente che gli artisti sono prima di tutto esseri umani; a volte conviene pensarci bene prima di confondere il significato di due verbi tanto discordanti come maturare e appassire.

8/10

Highlights: We are the night, All rights reserved, Do it again, The salmon dance, A modern midnight conversation, Battle scars, The pills won't help you now.

1 commento:

Lord john Minutes ha detto...

su pig magazine qualcuno ha osato utilizzare "game over" per eticchettare questo lavoro. quello stesso qualcuno che compra album di gruppi che troppo spesso svaniscono dopo due album, dopo due dj set purtroppo. senza fare riferimento alcuno alla storia di questo gruppo concordo sul fatto che ci sono canzoni che se scritte da qualcun'altro gli permetterebbe di stare in giro mesi e mesi, voti alti dopo voti alti. listen to your heart.. don't get away..