8.16.2008

Coldplay - Viva la vida or death and all his friends (2008, Parlophone)


Capita nella carriera di molte band di raggiungere un punto morto, anche (e a volte soprattutto) se il successo è ai massimi livelli. Serve coraggio, passione ed idee chiare; servono decisioni difficili, che potrebbero disorientare i fan della vecchia guardia e allo stesso tempo affascinare le orecchie di un pubblico fino ad allora diffidente o freddo. Certo è che dopo X&Y si rendeva necessaria una mossa sicura e convinta verso nuove terre; e probabilmente i Coldplay meglio di così non potevano fare. Brian Eno e Jon Hopkins colorano le melodie senza esagerare con la psichedelia (Cemeteries Of London, Lost!, intro e outro), gli archi di Davide Rossi (già al lavoro con i Goldfrapp) sono impeccabili e sorprendono quando stilisticamente liberi da ogni canone (Yes), le melodie scritte da Chris Martin dimenticano la tristezza di Parachutes e A Rush Of Blood To The Head a favore di una velata malinconia intrisa di spensieratezza (Viva La Vida e Violet Hill), gli immancabili riff di chitarra raggiungono un altro livello di maturità pur rimanendo incisivi (42 e Death And All His Friends). Non che avessero qualcosa da perdere, ma questo disco riflette la loro volontà e nient'altro; e di questi tempi non è poco.

7.5/10

Highlights:
Tutto.



7.31.2008

Atomic Hooligan - Sex, drugs and blah blah blah (2008, Botchit & Scarper)

Da esponenti di rilievo della scena breaks, Matt Welch & Terry Ryan proseguono con competenza il loro lavoro di fusioni big beat, tra riff rockeggianti, citazioni ragga e hip-hop, linee funk e spunti soul sparsi qua e la.

7/10

Highlights:
I don't care, Papercuts, Pread good vibes, Safeguard, Weed, Too late to be afraid.

7.27.2008

The Raconteurs - Consolers of the loenly (2008, Warner Bros / Xl)

Pur essendo un album di tutto rispetto (e cos'altro aspettarsi quando c'è di mezzo Jack White?) manca di incisività rispetto al perfetto "Broken boy soldiers" di due anni fa. "Many shades of black" vale il disco intero.

7/10

Highlights:
Consolers of the lonely, You don't understand me, Many shades of black, Pull this blanket off, Rich kid blues, These stones will shout.

7.26.2008

Lorenzo - Safari (2008, Universal)

Lorenzo fa di nuovo centro. La sensazione è che sia uno dei cantautori italiani con l'approccio più internazionale, atteggiamento che unito alla sua esuberanza di idee e di cose da dire fa di questo "Safari" un lavoro maturo e completo. La disinvoltura con la quale si muove è la medesima, che si tratti di condividere insieme al signor Ben Harper lo pseudofolk di "Fango", di cantare una ballata commovente del calibro di "A te", di mischiare elementi di musica tradizionale con beat di derivazione hip-hop in "Dove ho visto te", di snocciolare tante piccole verità al ritmo serrato di "Temporale", di plasmare una poesia tribale tipo "Antidolorificomagnifico".

7.5/10

Highlights:
Fango, A te, Dove ho visto te, Temporale, Innamorato, Antidolorificomagnifico.

7.25.2008

The Notwist - The devil, you + me (2008, City Slang / Domino)

Un disco dai mille segreti, che cresce ad ogni ascolto rivelando con cautela e un pizzico di paura la sua profondità.

8.5/10

Highlights:
Tutto.

7.23.2008

Weezer - Weezer (The Red Album) (2008, Interscope)

Questa volta è rosso. E purtroppo è abbastanza insipido.

6/10

Highlights:
Troublemaker, Heart songs, Though I knew, The angel and the one.

7.20.2008

The Autumns - Fake noise from a box of toys (2007, Bella Union)

Il bello degli Autumns è che non diventeranno mai famosi: continueranno a incidere degli ottimi album indie-rock all'infinito, senza curarsi delle pressioni mediatiche che impongono cambiamenti oppure dimostrazioni di valore.

7.5/10

Highlights:
Boys, Clem, The midnight knock, Night music, Adelaide, Oh my heart.

7.18.2008

Santogold - Santogold (2008, Downtown)

Minimalismo punk-pop in svariate forme con movimenti di arrangiamento microscopici e una tendenza alla ripetitività che è un'arma a doppio taglio: vincente quando la melodia è forte e i suoni di contorno non invadenti ("L.e.s. artistes", You'll find a way", "Lights out", "I'm a lady"), noiosa (e soprattutto eccessiva) in brani più deboli e dall'impasto sonoro confuso ("Shove it", "Say aha", "Unstoppable").

7/10

Highlights:
L.e.s. artistes, You'll find a way, Creator, Lights out, I'm a lady.

7.16.2008

Mary J. Blige - Growing pains (2007, Geffen)

Another nice one, Miss Mary.

7.5/10

Highlights: Just fine, Feel like a woman, Stay down, Till the morning, What love is, Work in progress (growing pains), Come to me (peace).

7.12.2008

Duran Duran - Red carpet massacre (2007, Epic)

I wild boys chiedono un aiutino al duo Timbaland / Timberlake e confezionano un disco pop di un certo spessore.

7/10

Highlights: The valley, Nite-runner, Falling down, Zoom in, She's too much, Last man standing.

The Teenagers - Reality check (2008, Xl)

Fare musica per divertire e per divertirsi non è mai stato un peccato, e mai lo sarà. Non c'è niente di male nel ritrovarsi in una sala e strimpellare i soliti quattro accordi rubacchiati per poi schiaffarci sopra qualche ritornello d'impatto. Se poi scrivere anche delle strofe diventa una forzatura che problema c'è? Basta recitarle con un parlato: tutto sommato è capitato che lo facessero anche i Velvet Underground. Niente fucilazioni in pubblico dunque; basterebbe solamente che la stampa evitasse di strillarmi in faccia che i Teenagers sono l'ennesima rivoluzione quando la loro musica dice che sono solo un'altra band senza gavetta e con poche e confuse idee ritrovatasi lassù per delle ragioni che è meglio non sapere.

5/10

Highlights:
Homecoming, Starlett Johansson, Wheel of fortune.

7.01.2008

Velvet Revolver - Libertad (2007, RCA)

Il perfetto mix di energia e melodia. Molto nineties, come da copione.

7.5/10

Highlights:
Let it roll, She mine, Get out the door, The last fight, Mary Mary, Can't get it out of my head.

6.30.2008

Alanis Morissette - Flavors of entaglement (2008, Maverick)

L'uscita di due album celebrativi come "Jagged little pill acoustic" e "The collection" nello stesso anno (il 2005) era sembrato il preludio ad una svolta nella carriera di Alanis Morissette. Inoltre il retro di questo nuovo album recita "Produced by Guy Sigsworth"; un nome che non lascia indifferenti, sia per la sua abilità in fase di sperimentazione e di arrangiamento (Bjork, Lamb) che per la sua predisposizione ad un pop fresco ed elettronico (il suo progetto Frou Frou, insieme ad Imogen Heap). Probabilmente "Under rug swept"(2002) e "So-called chaos"(2004) hanno fallito a livello commerciale, e pur essendo degli album di tutto rispetto non sono riusciti a mettere in evidenza quel qualcosa in più che invece era presente in dosi massicce sia in "Jagged little pill" che in "Supposed former infatuation junkie"; la voglia di cambiare è quindi giustificata, anche se questo "Flavors of entanglement" cambia direzione solo in parte e purtroppo non sempre con buoni risultati. I richiami orientali dell'opener "Citizen of the planet" sono ben gestiti, ma il singolo "Underneath" osa troppo poco e la successiva "Straitjacket" non convince per nulla con il suo beat danzereccio e quei synth sfacciati. Molto meglio "Versions of violence", bpm più rilassati, impalcatura ritmica epica e atmosfera misteriosa. La ballad piano-voce "Not as we" potrebbe tranquillamente uscire da un album di Tori Amos, mentre gli altri due lenti ("Torch" e "Tapes") sono squisitamente Morissettiani. Le velleità pop di Sigsworth emergono con decisione nella riuscita "In praise of the vulnerable man", ma sono fuori posto ancora una volta in "Gigglin' again for no reason" e nell'abbozzo drum'n'bass "Moratorium".

7/10

Highlights:
Citizen of the planet, Versions of violence, Not as we, In praise of the vulnerable man, Torch, Tapes.

6.26.2008

Morcheeba - Dive deep (2008, PIAS)

C'è chi di loro si è innamorato subito, quando con l'esordio "Who can you trust?" (1996) si allineavano con stile alla ribollente scena trip-hop. C'è chi invece ha imparato a conoscerli con il successivo "Big calm"(1998), sempre downtempo ma molto più digeribile, anche e soprattutto per una questione di tempi che cambiano. E poi ci sono tutti gli altri. Tutte le persone bombardate da quella "Rome wasn't built in a day" estratta dal terzo disco ("Fragments of freedom", 1999) e suonata ovunque, quintessenza della direzione pop intrapresa dalla band e facile bersaglio dalla critica che li aveva fino ad allora elogiati. Che il successo non sia facile da gestire è risaputo, e l'involuzione di "Charango" (2002, senza la voce di Skye che va per la sua strada) è frutto della loro giustificata confusione. "The antidote"(2005) paga ancora le conseguenze della suddetta svolta pop, a posteriori sicuramente vista in negativo (=tradimento delle proprie radici) piuttosto che in positivo (= evoluzione). Appare quindi abbastanza scontata la fine che farà "Dive deep": i beat ruvidi di "Thumbnails" e "One love karma" entreranno di prepotenza nella cartella " promesse mantenute fuori tempo massimo", mentre le aperture world/folk di "Au-delà" e "Run honey run" per quanto buone saranno invece troppo poco per la radio, e verrano quindi dimenticate in fretta insieme all'impalpabile "Washed away", all'inconcludente "Sleep on it" e alla prevedibile "Gained the world". L'ottimo singolo "Enjoy the ride", l'agrodolce "Riverbed" e la nostalgica "Blue chair" salvano l'ennesimo disco senza infamia e senza lode di questa band che da troppo tempo ha assunto le sembianze di un punto di domanda.

6/10

Highlights: Enjoy the ride, Riverbed, Au-delà, Blue chair.

6.24.2008

The Twilight Sad - Fourteen autumns and fifteen winters (2007, Fat Cat)

L'esordio di un quartetto scozzese che fin dall'appellativo e dai titoli dei pezzi chiarisce il suo vezzo drammatico e misterioso. Il genere si colloca in quel calderone post-punk e new wave che da tempo non gode più di confini ben definiti; ci sono anche delle soluzioni pop (nello specifico gli arrangiamenti di molti brani riprendono i movimenti ritmici di chitarra e batteria dei Coldplay) sempre e comunque accompagnate da una tendenza a dilatare/pischedelizzare le atmosfere. La voce di James Graham è scura e trascinata, (alla Interpol / Editors), e viene valorizzata negli episodi più alternativi ("Talking with fireworks / Here, it never snowed" su tutte), mentre la fisarmonica che accompagna è un elemento distintivo e curioso. C'è un senso di voluta incompiutezza e sospensione in pezzi come "I'm taking the train home" e "Last year's rain didn't fall quite so hard" che spiazza e intontisce, mentre la concettuale title-track strumentale è triste quanto basta per conlcudere l'album in malinconica bellezza.

7.5/10

Highlights: Cold days from the birdhouse, That summer at home I had become the invisible boy, Talking wih fireworks / Here it never snowed, And she would darken the memory of youth, Fourteen autumns and fifteen winters.

6.17.2008

Booka Shade - The sun and the neon light (2008, Get Physical)

Parte "Outskirts" con quegli archi da film che si adagiano lenti sul basso acid accompagnato da un beat morbido e da synth gentili, e le aspettative di "The sun and the neon light" vanno in orbita; il synth-pop di "Control me" coglie nel segno, ma sullo stesso tema si arrampica anche una meno riuscita "Solo city". "Charlotte"è una fotocopia in bianco e nero di "Night falls", solo più maleducata e banale, ma le atmosfere carillon di "Redemption" e "Sweet lies" sono splendide, dolci, ricche di suoni delicati e melodicamente perfette. "Planetary" è il momento più duro dell'album e non brilla certo per originalità, ma di contro quella marcetta terzinata di "Psychamaleon" è intelligente e intriga; il resto scorre stanco, e basta ascoltare i primi due album per rendersi conto che i Booka Shade sanno dare di più sia in termini emotivi che di qualità.

6.5/10

Highlights: Outskirts, Control me, Redemption, Sweet lies, Psychamaleon.

Gnarls Barkley - The odd couple (2008, Atlantic)

La stranissima coppia mette ancora in mostra il suo talento, questa volta senza curarsi di avere una hit del calibro di "Crazy" fra le tracce del nuovo album. Ma a pensarci bene forse nemmeno il successo di "Crazy" era stato pianificato: è semplicemente accaduto. "The odd couple" contiene un pezzo soul senza tempo del calibro di "Who's gonna save my soul", brani d'impatto divertenti e ben stesi ("Charity case", "Going on", "Blind Mary") e cose più sperimentali comunque degne di attenzione ("Open book"); non si può però non costatare che il sixties punk di "Whatever" è una caduta di stile, e che pezzi come "Would be killer" e "Surprise" sono insignificanti in relazione a quello che hanno dimostrato di sapere fare.

7/10


Highlights: Charity case, Who's gonna save my soul, Going on, Open book, No time soon, Blind Mary, Neighbour.

6.15.2008

The Black Keys - Attack & release (2008, V2)

I due dell'Ohio continuano a giocare ai Creedence, Led Zeppelin e compagnia bella, fregandosene del fatto che il calendario segna 2008. Danger Mouse aiuta, e questo revival si ascolta volentieri; ma gridare al miracolo pare eccessivo.

7/10

Highlights: All you ever wanted, I got mine, Strange times, Remember when (side b), Things ain't like they used to be.

6.14.2008

Janet Jackson - Discipline (2008, Island Def Jam)

Il lavoro di Rodney Jerkins alla produzione urla Timbaland nel singolo "Feedback" e nella successiva "Luv"; il testimone passa poi a Jermaine Dupri ed Eric Stamile, con l'electro rotonda di "Rock with u" che profuma d'estate. J.D. è fondamentale anche per il lavoro sulla stravagante "So much betta", su "The 1" (con il featuring di Missy Elliot) e sulla splendida ballad "Never letchu go", seconda solo all'unico pezzo sulle quali le mani le mette Ne-Yo ("Can't b good").

7.5/10

Highlights: Feedback, Luv, Rock with u, Can't b good, Never letchu go, So much betta, The 1, What's ur name.

6.05.2008

Ladytron - Velocifero (2008, Nettwerk)

La formula è sempre quella: pop rock servito in salsa elettronica. Intro a parte, la band di Liverpool inanella cinque brani splendidi che fanno legittimamente pensare alla perfezione, ad un "Witching hour" alla seconda; pezzi come "Ghost", "Burning up" e "Runaway" (seppure quest'ultimo si dilunghi forse troppo) contraddistinti da una melodia vincente e da un arrangiamento che diverte nella sua genuinità. Poi arriva una flessione, un buco nero, una parte centrale priva di mordente; ed è un peccato, visto che il finale torna a livelli decisamente alti. Better luck next time, intanto ci si accontenta dei tanti gioiellini qui inclusi.

7.5/10

Highlights: Ghost, I'm not scared, Runaway, Season of illusions, Burning up, The lovers, Tomorrow, Versus.

6.03.2008

Sebastien Tellier - Sexuality (2008, Lucky Number)

Chissà come avrà fatto quel matto di Sebastien Tellier a coinvolgere un tipo tanto richiesto quanto sfuggente come Guy-Manuel de Homem-Christo. Che l'interesse del primo verso la musica elettronica stesse crescendo lo si poteva intuire dalle recenti collaborazioni con Mr. Oizo e SebastiAn; la solita cricca francese, snobista ed egocentrica, ma di talento. Mettiamoci pure la popolarità raggiunta da questo personaggio eccentrico nell'ambiente dance (francamente inspiegabile, visto che il pezzo che l'ha consacrato è stato "Le ritournelle", splendido ma completamente fuori dai canoni tipici della musica da club) e tutto torna. In "Sexuality" Tellier si traveste da Marvin Gaye 2008, aiutato in maniera fondamentale dagli arrangiamenti e dai suoni elettronici ma caldissimi del Daft Punk. Bello? Certamente. Imperdibile? No.

7.5/10

Highlights:
Kilometer, Divine, Sexual sportswear, Elle, Fingers of steel, L'amour et la violence.

5.29.2008

Sander Van Doorn - Supernaturalistic (2008, Doorn Records)

Sander Ketelaars è l'anello di congiunzione fra la trance melodica e la house. Le sue produzioni sono caratterizzate da una forte propensione alla melodia unita a ritmiche tech spinte; "Grasshopper", "Back by demand" e "Riff" hanno già spopolato negli ultimi due anni, consegnandogli la copertina di Mixmag e il favore della critica.

7.5/10

Highlights:
Riff, By any demand, Pura vida, Sushi, Grasshopper.

5.28.2008

Duffy - Rockferry (2008, A&M Records)

Una volta terminate le inevitabili considerazioni a riguardo dell'immagine di questa biondina inglese che viene proposta come nuova reginetta del soul e una volta digerita la linea di basso a la "Standy by me" e l'organetto Manzareckiano del singolo ultra-catchy "Mercy", è il caso di voltare la prima pagina e di soffermarsi sulla sostanza di "Rockferry". C'è l'importante supporto dell'ex Suede Bernard Butler in fase di scrittura e produzione, c'è Jimmy Hogarth che è un signor autore / producer (già al lavoro con Sia, Corinne Bailey Rae, Beverly Knight e Suzanne Vega), c'è un arrangiatore d'archi esperto e bravo come Oliver Kraus; ma soprattutto c'è una biondina inglese di 24 anni con una voce meravigliosa. La spensieratezza di "Mercy" si contrappone a ballad splendidamente soul come "Distant dreamer", "I'm scared" e "Syrup & honey" (degna di una colonna sonora di un film di Tarantino); ballad che finiscono per diventare il centro del disco, che danno un significato al progetto, che emozionano nel loro perfetto anacronismo. Ogni tanto fa davvero piacere costatare che pop non fa sempre rima con "tutto fumo e niente arrosto".

8/10

Highlights: Rockferry, Stepping stone, Syrup & honey, Hangin on too long, Mercy, I'm scared, Distant dreamer.

5.27.2008

Neon Neon - Stainless style (2008, Lex Records)

Duo formato da Gruff Rhys (Super Furry Animals) e Bryan Hollon (Boom Bip) che scherza pericolosamente con gli anni 80, cercando di resuscitarne il mood con i mezzi dei nostri tempi (fra le altre cose l'album è dedicato al costruttore della gloriosa Delorean, macchina di "Ritorno al futuro"). L'opera riesce solo per metà, esattamente la prima dell'album, che può contare su melodie di un certo spessore pop e di una chicca come "Trick for treat" (una parodia di Timberlake e Timbaland virata eighties). A lungo andare l'atmosfera si sfalda, degenerando in scialbo revival e hip-hop sconclusionato.

6.5/10

Highlights:
Dream girls, I told her on Aberdeen, Raquel, Trick for treat, Luxury pool.

5.25.2008

Supergrass - Diamond hoo ha (2008, Parlophone)

Il sesto lavoro in studio della band di Oxford si presenta molto bene con i singoli "Diamond hoo ha man" e "Bad blood"; per il resto ad episodi felici come "Rebel in you", "Ghost of a friend" e la conclusiva "Butterfly" si alternano dei brani meno incisivi come "When I needed you", "345" e "Outside".

7/10

Highlights:
Diamond hoo ha man, Bad blood, Rebel in you, Return of inspiration, Ghost of a friend, Butterfly.

5.24.2008

Anja Schneider - Beyond the valley (2008, Mobilee)

Se minimal house deve essere, che almeno sia ben fatta.

7.5/10

Highlights:
Mole, Maki, Cascabel, Get away, Little red riding hood, Fish at night.

5.18.2008

Crystal Castles - Crystal castles (2008, Last Gang Records)

Duo di Toronto che mescola synth-pop e rumori punk 8 bit in maniera monotona. Evanescente.

5/10

Highlights:
Courtship date, Good time, Vanished, Love and caring, Reckless.

Hercules & Love Affair - Hercules & Love Affair (2008, Dfa)

Splendore old-school disco.

8.5/10

Highlights:
Tutto.

5.15.2008

Beach House - Devotion (2008, Bella Union)

Dream-pop con fiumi di organi, qualche chitarra d'altri tempi e un accenno di elettronica nella ritmica; una pasta che crea l'atmosfera giusta per la soffice voce di Victoria Legrand, sempre affogata in ariosi riverberi in stile anni 50-60. Un gran bel sogno, anche se sul finire perde leggermente in profondità.

8/10

Highlights: Wedding bell, You came to me, Gila, All the years, Heart of chambers, D.a.r.l.i.n.g.

5.11.2008

Counting Crows - Saturday nights & sunday mornings (2008, Geffen)

Rieccoli, i Counting Crows; a cinque anni dall'ultimo "Hard candy", a quindici dal botto di "Mr. Jones", a diciassette dalla loro formazione in quel di San Francisco dalle ceneri degli Himalayans. Chi ha imparato a conoscerli e ad amarli si ritroverà ad anticipare le melodie cantate da Adam Duritz e in alcuni casi riuscirà perfino ad intuire le parole che pronuncerà. Perchè nonostante i cambi nella formazione i Counting Crows in diciassette anni non sono cambiati di una virgola. E meno male.

8/10

Highlights:
Tutto.

5.10.2008

Baustelle - Amen (2008, Warner Atlantic)

Ma ormai la fine va da sè / è inevitabile. Sono le parole pronunciate da una sfiduciata Anna che teme di "soccombere al mercato" ed esorcizza questa sua paura ostentando un approccio alternativo al limite dell'assurdo. Ma sono anche i pensieri dei genitori di uno stereotipo 2008 come il quindicenne Charlie, plasmato da una società che corre con la tecnologia e con le mode, influendo sul suo cervello e sulla sua visione della realtà. O la riflessione dell'amante de "L'aeroplano", che non vede l'amore ma solo quello che resta, e cerca di trovare conforto in un velivolo che se ne va; per poi perdere ogni speranza quando si accorge che quella sua ancora di salvezza sta per bombardare Baghdad. Aveva ragione Baudleaire, dunque; non importa quanti cristi moriranno in croce per noi, quello che conta veramente è che non esiste un modo per espiare i nostri peccati: è tutto inutile.

8.5/10

Highlights: Tutto.

4.30.2008

Cristina Donà - Piccola faccia (2008, Emi)

Una volta terminato l'ascolto di queste dodici tracce si ha la conferma dell'assoluto valore di Cristina Donà, capace di scrivere melodie non semplici ma che vanno dritte al cuore; l'operazione "unplugged" non è affatto superflua, anzi fa risaltare ancora di più la bellezza cristallina dei pezzi.

8/10

Highlights:
Tutto.

4.29.2008

Josè James - The dreamer (2008, Bronswood Recordings)

Gilles Peterson fa centro: il talento compositivo e la classe interpretativa di Josè James alla luce di questo suo debutto sono chiari come il sole. Più jazz classico che acid jazz (o come lo volete chiamare), ma lui sembra a suo agio così e non è affatto un peccato.

8/10

Highlights:
Tutto.

4.28.2008

Oi Va Voi - Oi Va Voi (2007, V2)

La decisione di intitolare il terzo disco con la propria ragione sociale va ricercata in una serie di vicissitudini che hanno coinvolto la band, costringendola ad una pausa forzata di quattro lunghi anni dall'osannato "Laughter through tears". Nonostante la mancanza di Kt Tunstall al microfono (aveva prestato la sua voce in due singoli decisivi tratti dal suddetto album del 2002) e di Sophie Solomon al violino, le capacità di scrittura rimangono intatte e la fusione di elementi tradizionali e modernismo pop resta nella maggioranza dei casi un'operazione riuscita.

7.5/10

Highlights:
Yuri, Further deeper, Look down, Dissident, Black sheep, Dry your eyes.

4.27.2008

The Killers - Sawdust (2007, Vertigo)

Un anno dopo il sufficiente "Sam's town" la band di Las Vegas opta per una release che raccoglie b-side, cover, inediti e un paio di remix, dedicandola ai propri fan. Avendo a che fare con outtakes non c'è quasi nulla di sbalorditivo: la maggiornaza dei pezzi inediti sono standard di derivazione blues virati wavy-rock. Va fatta un'eccezione per il singolo "Tranquilize" (che vede il cameo di un certo Lou Reed) e per le ottime "Leave the borboun on the shelf" e "Sweet talk", dove Stuart Price (che già aveva remixato splendidamente Mr. Brightside) tocca le corde giuste in fase di produzione. Il take su "Shadowplay" (Joy Division) è ambizioso ma fa la sua sporca figura, la cover di "Ruby, don't take your love to town" (Mel Tillis) è un pesce fuor d'acqua, la riproposizione in chiave Abbey Road della loro "Sam's town" è apprezzabile, l'interpretazione di "Romeo and Juliet" (Dire Straits) sorprende non poco. Per i fan, come scritto espressamente dai Killers nelle note di copertina.

6.5/10

Highlights:
Tranquilize, Shadowplay, All the pretty faces, Leave the bourbon on the shelf, Sweet talk, Sam's town (Abbey Road Version), Romeo and Juliet, Mr. Brightside (Jaques Lu Cont's Thin White Duke Remix).

4.26.2008

The Kooks - Konk (2008, Virgin)

Invece di posare nel buio di un vicolo scuro all'ingresso di quello che sembra un club (ma in realtà è lo studio di registrazione dove hanno suonato il disco) i quattro inglesi avrebbero fatto meglio a farsi ritrarre in un ambiente molto più luminoso, magari al sole di una spiaggia californiana. Il loro secondo album infatti è completamente in linea con il suo predecessore di due anni fa: una raccolta di brani semplici e leggeri da ascoltare per quello che sono, senza grandi pretese e con un bel po' di spensieratezza che ogni tanto male non fa.

7/10

Highlights: See the sun, Always where I need to be, Mr. Maker, Gap, Love it all, Sway, Shine on, One last time.

4.25.2008

Cat Power - Jukebox (2008, Matador)

I soli due brani inediti inclusi in "Jukebox" si trovano perfettamente a proprio agio con le 11 cover (interpretate con grande personalità) che completano il disco; hai detto niente.

7.5/10

Highlights:
New York New York, Metal heart, Aretha sing one for me, I believe in you, Song to Bobby, Don't explain, Woman left lonely.

4.19.2008

Sharon Jones & The Dap Kings - 100 days, 100 nights (2007, Daptone Records)

Soul 2007.

7.5/10

Highlights:
100 days 100 nights, Nobody's baby, When the other foot drops uncle, Humble me, Answer me.

4.18.2008

Hot Chip - Made in the dark (2008, Emi)

Il ritorno dopo il botto è una prova di carisma dei cinque inglesi.

7.5/10

Highlights:
Shake a fist, Ready for the floor, We're looking for a lot of love, Touch too much, One pure thought, In the privacy of our love.

4.15.2008

Moby - Last night (2008, Mute)

Cosa aspettarsi da Richard Melville Hall nel 2008? Si stava meglio quando quasi vent'anni fa campionava una colonna sonora di Badalamenti per creare un rave anthem o la sua reale dimensione è quella strapop della più recente "Lift me up"? Meritava più attenzione ai tempi di "Ambient"(1993) e della hit house "Everytime you touch me"(1995) oppure il suo vero io si esprime in maniera più completa con brani dream-pop tipo "Porcelain" e "Natural blues"(2000)? Moby ha dato tanto alla musica dance; ha posto delle basi fondamentali per l'esplosione dell'elettronica in un territorio non suo, quello commerciale. Ha accelerato per poi mettere il freno a mano e tornare indietro quando forse si è reso conto di avere superato il confine della noia. Oggi fa uscire un disco che è un vero minestrone di tutto quello che ha già proposto in passato, tralasciando le (infelici) virate rock di "Animal rights". Purtroppo la stanchezza si fa sentire fin dall'inizio, e pezzi come "I love to move in here" e "257.zero" sono decisamente sotto i suoi standard; perfino la old school house di "Everyday it's 1989" sfrutta male un hook che avrebbe potuto essere killer. Il crossover di "Alice" è da skip immediato, "I'm in love" e "Sweet apocalypse" sono insignificanti, "Degenerates" e "Mothers of the night" uno come lui le scrive in due ore. Rimangono l'opener "Ooh yeah", il primo singolo "Disco lies", la scontata ma accettabile "The stars", "Live for tomorrow" che rinverdisce "Play" e la strappalacrime "Last night" in fondo. Un po' pochino.

5/10

Highlights:
Ooh yeah, Live for tomorrow, Disco lies, The stars, Last night.

4.12.2008

Robyn - Robyn (2007, Universal)

Originariamente pubblicato nel 2005 dalla Konichiwa Records, il quarto album della svedese Robyn viene ristampato su major con l'aggiunta del singolone "With every heartbeat" (frutto della collaborazione con Andreas Kleerup) che ha scalato le classifiche di mezza Europa; il successo internazionale è giustificato, perchè questo è pop ottimamente scritto e arrangiato al meglio.

7.5/10

Highlights:
Konichiwa bitches, Handle me, Be mine!, With every heart beat, Who's that girl, Robotboy, Eclipse.

4.09.2008

Modeselektor - Happy birthday (2007, BPitch Control)

La facilità con la quale Gernot Bronsert e Sebastian Szary fondono il french touch con una ritmica reggaeton ("Goddspeed"), accostano atmosfere ragga a beat distorti ("Let your love grow") e uniscono ska ed electro ("Happy birthday") è disarmante; se si considera inoltre che sanno plasmare un hip-hop glitchato avanti anni luce ("2000007" e "The dark side of the sun"), vincono qualsiasi dancefloor con l'irresistibile techno gigolò style di "Black block", riescono a fare sognare con un pezzo downtempo melodico dalla pasta assurda ("Edgar") e regalano alla trance becera una sepoltura che umoristica è dire poco ("Hyper hyper") è lecito gridare al capolavoro. La conferma è data dai gioielli finali "The wedding toccata theme" e "The white flash" (la prima una follia classica storpiata e sporcata, la seconda una ballad elettronica che con qualsiasi altro arrangiamento sarebbe risultata cheesy); conclude una strumentale ("Deboutonner") che lascia un dolce sapore in bocca.

8.5/10

Highlights:
Tutto.

4.06.2008

Adele - 19 (2008, XL)

Adele Adkins è una giovane promessa inglese del soul, con una voce in bilico fra la delicatezza di Jill Scott e l'esuberanza di Amy Winehouse; con un pizzico di incisività in più (soprattutto in termini di scrittura) avrebbe potuto essere un esordio top.

7/10


Highlights: Daydreams, Best for last, Chasing pavements, Melt my heart to stone, Make you feel my love, Hometown glory.

Orson - Culture vultures (2007, Mercury)

Riecco i certosini del copia e incolla, dopo l'esordio di platino "Bright idea"; la loro attitudine "balla un po' e dimenticati delle tasse" viene in questo caso appoggiata anche da una (evitabile) semi-polemica con il rock moderno, urlata attraverso il brano d'apertura ("Am I too young? / Am I too old? /Is there something wrong with the radio? / It doesn't rock / It doesn't roll / Is there something wrong with the radio?"). Pur essendo una fucina di riff d'impatto e melodie fischiettabili "Culture vultures" non ha l'impatto del suo predecessore, finendo per configurarsi come semplice follow up che fa battere il piede a tempo con troppa prevedibilità.

5/10

Highlights:
Broken radio, Where you are tonight, Little miss lost and found.

4.03.2008

The Kills - Midnight boom (2008, Domino)

Come i Velvet Underground quarant'anni dopo, ma con una cantante intonata. Se Andy Warhol fosse ancora tra di noi impazzirebbe per lo scazzo punk di pezzi come "Tape song" e "Last day of magic", gongolerebbe per il ritornello insistente di "U.R.A. fever", apprezzerebbe l'irridente semplicità di "Black balloon", concorderebbe sul tema di "What New York used to be";insomma, sarebbero la sua band preferita. Warhol a parte, questo terzo disco dei The Kills non è assolutamente il loro miglior lavoro, ma si fa ascoltare.

7/10

Highlights:
U.R.A. fever, Cheap and cheerful, Tape song, Last day of magic, Black balloon, Goodnight bad morning.

4.02.2008

Shitdisco - Kingdom of fear (2007, Fierce Panda)

L'ennesimo gruppo disco-punk (se l'etichetta new-rave non si addice ai Klaxons figuriamoci agli Shitdisco) con molta energia e zero contenuti.

4.5/10

Highlights:
Disco blood, Dream of infinity, Ok.

4.01.2008

The Orb - The dream (2008, Liquid Sound Design)

Il bello e il brutto del nuovo disco di Alex Paterson e soci è che suona terribilmente nineties: solo in singoli episodi l'operazione risulta malinconicamente perfetta, ma purtroppo nel complesso è la spiacevole sensazione di già sentito a trionfare.

5/10

Highlights:
Vuja de, A beautiful day, Sleeping tiger & the gods unknown, Let the music set you free.

3.31.2008

Cristina Donà - La quinta stagione (2007, Emi)

Forse non il suo miglior disco; ma cos'altro aspettarsi se non poesia?

7.5/10

Highlights:
Settembre, Universo, I duellanti, Migrazioni, Niente di particolare (a parte il fatto che mi manchi), Conosci.