Non lasciatevi ingannare da brani come "Code 1026" e "Europa"; sono degli esempi di come Devaud riesca a scuotere il dancefloor (sempre che tale dancefloor sia di palato fine, attento conoscitore della techno e soprattutto non così underground da denigrare qualsiasi tipo di melodia). Quindi gustateli, ballateli, ma non fate l'errore di pensare che Agoria nasca e muoia in quei beat frenetici e ossessivi; vi perdereste cose tipo "Million miles" (una perla da salotto composta e cantata da Neneh Cherry), "Baboul hair cuttin" (una sorta di hip-hop futuristico e drogato),"Edenbridge" (con il featuring da applausi di un Peter Murphy che fa il verso a David Bowie e ci riesce bene) e "Les violons ivres" (il capolavoro dell'album, un'epica composizione classica per archi ad opera di Francesco Tristano Schlimè che si sposa con una base ipnotica e sognante).
8/10
Highlights: Baboul hair cuttin, Code 1026, Million miles, Europa, Edenbridge, Les violons ivres.
Primo album per Sebastien Devaud, dj e producer francese. Il mix di atmosfere Detroit con elementi clash è perfetto, e il paragone con i Daft Punk non stona affatto; basti ascoltare l'andamento "da funk-iano" dell'introduttiva "Think different" oppure il gusto rock di un pezzo come "Stereolove". Meritano una menzione anche gli episodi più rilassati come la mistica "Presque un ange", l'eterea "Worth it" con la voce di Ann Saunderson e la leggiadria jazzy di "Haiku".
7.5/10
Highlights: Think different, Spinach girl, Stereolove, Presque un ange, Worth it, Haiku.
Ambizioni finto-industrial accantonate quasi del tutto; rimane un decente brit-pop.
6.5/10
Highlights: The money's gone, Manhattan martian, Honeymoon in space, Are you a boy or a girl?, Aroma girl.
British rock con ambizioni finto-industrial, flemmatico e molto poco dinamico; in alcuni momenti ha un suo perchè.
6.5/10
Highlights: Spaceman, Zodiac sign, Caffeine, The boy with the x-ray eyes, Fire guided light.
I Death From Above 1979 sono un duo canadese che nel breve spazio di due anni si forma, viene costretto a cambiare nome (originariamente Sebastien Grainger e Jesse F. Keelersolo si facevano chiamare solo Death From Above, ma è una cosa che non è andata giù a James Murphy & soci...geniale trovata pubblicitaria?), pubblica parecchi singoli ed e.p. facendosi remixare da nomi importanti (i remix verranno raccolti in un cd intitolato "Romance bloody romance"), da vita a questo disco (banaluccio e orecchiabile punk rock che a volte sfocia quasi nel metal) e poi si scioglie. Ne sentiremo la mancanza?
5/10
Highlights: Romantic rights, Blood on our hands, Black history month, Sexy results.
Degno follow up dell'album di esordio; con un pizzico di maturità in più.
7.5/10
Highlights: Cope, Fallout, Skip to the end, Burnt, Back to the sea, Worry about it later, Favours for favours.
Spassoso post-punk da Sunderland, Uk.
7/10
Highlights: A to b, Decent days and nights, Meantime, Danger of the water, Carnival kids, Hounds of love, Man ray.
Folktronica di spessore.
7.5/10
Highlights: Circle of sorrow, Hater, Lost, Deadman, Fly.
Arioso ma giocherellone al punto giusto.
7.5/10
Highlights: I citizen the loathesome, The launching of big face, The return of super barrio (Instrumental), Super positions.
Quella melodiosa Plaid-gentilezza progressiva e intelligente che ti striscia nel cervello e pur non cogliendone l'essenza suona bene.
8/10
Highlights: Tutto.
Leggero e sfuggente.
7.5/10
Highlights: Squance, Ooh be do, New family, Zala, Sincetta, Ti bom, Manyme.
L'affare si fa più jazzy e sofisticato; eccellente in quanto a tecnica, deficitario in quanto a mordente in alcune situazioni downtempo.
7/10
Highlights: Ralome, Dead sea, Gel lab, Pino pomo, New bass hippo, Air locked.
Nella prima metà degli anni 90 Ed Handley e Andrew Turner (insieme a Ken Downie) si firmavano "Black Dog Productions"; poi hanno deciso di formare questo side-project, dando vita a fiabesche composizioni fra ruvide sperimentazioni IDM e soffici melodie d'ambiente. Penetrante.
8/10
Highlights: Kortisin, Myopia, Extork, Fer, Rakimou, Lilith, Milh.
Deep-pop per salotti raffinati.
7/10
Highlights: True love, Nowhere, One wish, Heartbreaker, Leave.
Il funk elettronico del primo album, forse un po' più visionario e meno diretto.
7/10
Highlights: Lift up chong & see, Monkey overbite, Rimramramrim, Seka wants your vcs3.
Funk with the machines.
7.5/10
Highlights: Emperor machine, How to build a super computer, Pop goes the spaceman, Front man, Footsteps with spurs, Dying by wits.
Steve White, un terzo degli Spacek, prosegue il discorso lasciato in sospeso con "Vintage hi-tech"; soul futuristico da applausi.
8/10
Highlights: Dollar, Thursday, So many ways, Get on down, 3 hours of fun, Days of my life, Look into my eyes.
Inappuntabile pop sintetico.
7.5/10
Highlights: Electromagnetic, Eeeeaaooww, Losing my control, Strangest things, No more conversations, Let me down, What are you waiting for?.
Arte. L'esperienza di anni sui synth messa a disposizione di pezzi incantevoli come "Sleeping beauty" con Lou Rhodes o la title track "Disconnected" con Enik; l'hip-hop glitchato stralusso di "Chopping heads" e "Fat camp feva", roba da Ninja Tune in acido; e la consapevolezza che il viaggio è costantemente sostenuto da un suono puro e cristallino, che solo due nerd dell'elettronica possono tirare fuori. Ribadisco, arte.
8.5/10
Highlights: Cement shoes, Chopping heads, Disconnected, Sleeping beauty, Fat camp feva, Moon addicted, Captured in tones.
Michael Fakesch e Chris De Luca alle prese con le loro sperimentazioni strumentali elettroniche contaminate occasionalmente da rime hip-hop ("Sounds like a break record", "Grammy winners") e da qualche linea cantata ("Think!", "Red shirt white shoes"); intelligente e super raffinato.
7.5/10
Highlights: Appetite for disctruction, Sounds like a break record, Think!, I/O, Red shirt white shoes, A bottle a box and a mic.