6.05.2008

Ladytron - Velocifero (2008, Nettwerk)

La formula è sempre quella: pop rock servito in salsa elettronica. Intro a parte, la band di Liverpool inanella cinque brani splendidi che fanno legittimamente pensare alla perfezione, ad un "Witching hour" alla seconda; pezzi come "Ghost", "Burning up" e "Runaway" (seppure quest'ultimo si dilunghi forse troppo) contraddistinti da una melodia vincente e da un arrangiamento che diverte nella sua genuinità. Poi arriva una flessione, un buco nero, una parte centrale priva di mordente; ed è un peccato, visto che il finale torna a livelli decisamente alti. Better luck next time, intanto ci si accontenta dei tanti gioiellini qui inclusi.

7.5/10

Highlights: Ghost, I'm not scared, Runaway, Season of illusions, Burning up, The lovers, Tomorrow, Versus.

6.03.2008

Sebastien Tellier - Sexuality (2008, Lucky Number)

Chissà come avrà fatto quel matto di Sebastien Tellier a coinvolgere un tipo tanto richiesto quanto sfuggente come Guy-Manuel de Homem-Christo. Che l'interesse del primo verso la musica elettronica stesse crescendo lo si poteva intuire dalle recenti collaborazioni con Mr. Oizo e SebastiAn; la solita cricca francese, snobista ed egocentrica, ma di talento. Mettiamoci pure la popolarità raggiunta da questo personaggio eccentrico nell'ambiente dance (francamente inspiegabile, visto che il pezzo che l'ha consacrato è stato "Le ritournelle", splendido ma completamente fuori dai canoni tipici della musica da club) e tutto torna. In "Sexuality" Tellier si traveste da Marvin Gaye 2008, aiutato in maniera fondamentale dagli arrangiamenti e dai suoni elettronici ma caldissimi del Daft Punk. Bello? Certamente. Imperdibile? No.

7.5/10

Highlights:
Kilometer, Divine, Sexual sportswear, Elle, Fingers of steel, L'amour et la violence.

5.29.2008

Sander Van Doorn - Supernaturalistic (2008, Doorn Records)

Sander Ketelaars è l'anello di congiunzione fra la trance melodica e la house. Le sue produzioni sono caratterizzate da una forte propensione alla melodia unita a ritmiche tech spinte; "Grasshopper", "Back by demand" e "Riff" hanno già spopolato negli ultimi due anni, consegnandogli la copertina di Mixmag e il favore della critica.

7.5/10

Highlights:
Riff, By any demand, Pura vida, Sushi, Grasshopper.

5.28.2008

Duffy - Rockferry (2008, A&M Records)

Una volta terminate le inevitabili considerazioni a riguardo dell'immagine di questa biondina inglese che viene proposta come nuova reginetta del soul e una volta digerita la linea di basso a la "Standy by me" e l'organetto Manzareckiano del singolo ultra-catchy "Mercy", è il caso di voltare la prima pagina e di soffermarsi sulla sostanza di "Rockferry". C'è l'importante supporto dell'ex Suede Bernard Butler in fase di scrittura e produzione, c'è Jimmy Hogarth che è un signor autore / producer (già al lavoro con Sia, Corinne Bailey Rae, Beverly Knight e Suzanne Vega), c'è un arrangiatore d'archi esperto e bravo come Oliver Kraus; ma soprattutto c'è una biondina inglese di 24 anni con una voce meravigliosa. La spensieratezza di "Mercy" si contrappone a ballad splendidamente soul come "Distant dreamer", "I'm scared" e "Syrup & honey" (degna di una colonna sonora di un film di Tarantino); ballad che finiscono per diventare il centro del disco, che danno un significato al progetto, che emozionano nel loro perfetto anacronismo. Ogni tanto fa davvero piacere costatare che pop non fa sempre rima con "tutto fumo e niente arrosto".

8/10

Highlights: Rockferry, Stepping stone, Syrup & honey, Hangin on too long, Mercy, I'm scared, Distant dreamer.

5.27.2008

Neon Neon - Stainless style (2008, Lex Records)

Duo formato da Gruff Rhys (Super Furry Animals) e Bryan Hollon (Boom Bip) che scherza pericolosamente con gli anni 80, cercando di resuscitarne il mood con i mezzi dei nostri tempi (fra le altre cose l'album è dedicato al costruttore della gloriosa Delorean, macchina di "Ritorno al futuro"). L'opera riesce solo per metà, esattamente la prima dell'album, che può contare su melodie di un certo spessore pop e di una chicca come "Trick for treat" (una parodia di Timberlake e Timbaland virata eighties). A lungo andare l'atmosfera si sfalda, degenerando in scialbo revival e hip-hop sconclusionato.

6.5/10

Highlights:
Dream girls, I told her on Aberdeen, Raquel, Trick for treat, Luxury pool.

5.25.2008

Supergrass - Diamond hoo ha (2008, Parlophone)

Il sesto lavoro in studio della band di Oxford si presenta molto bene con i singoli "Diamond hoo ha man" e "Bad blood"; per il resto ad episodi felici come "Rebel in you", "Ghost of a friend" e la conclusiva "Butterfly" si alternano dei brani meno incisivi come "When I needed you", "345" e "Outside".

7/10

Highlights:
Diamond hoo ha man, Bad blood, Rebel in you, Return of inspiration, Ghost of a friend, Butterfly.

5.24.2008

Anja Schneider - Beyond the valley (2008, Mobilee)

Se minimal house deve essere, che almeno sia ben fatta.

7.5/10

Highlights:
Mole, Maki, Cascabel, Get away, Little red riding hood, Fish at night.

5.18.2008

Crystal Castles - Crystal castles (2008, Last Gang Records)

Duo di Toronto che mescola synth-pop e rumori punk 8 bit in maniera monotona. Evanescente.

5/10

Highlights:
Courtship date, Good time, Vanished, Love and caring, Reckless.

Hercules & Love Affair - Hercules & Love Affair (2008, Dfa)

Splendore old-school disco.

8.5/10

Highlights:
Tutto.

5.15.2008

Beach House - Devotion (2008, Bella Union)

Dream-pop con fiumi di organi, qualche chitarra d'altri tempi e un accenno di elettronica nella ritmica; una pasta che crea l'atmosfera giusta per la soffice voce di Victoria Legrand, sempre affogata in ariosi riverberi in stile anni 50-60. Un gran bel sogno, anche se sul finire perde leggermente in profondità.

8/10

Highlights: Wedding bell, You came to me, Gila, All the years, Heart of chambers, D.a.r.l.i.n.g.

5.11.2008

Counting Crows - Saturday nights & sunday mornings (2008, Geffen)

Rieccoli, i Counting Crows; a cinque anni dall'ultimo "Hard candy", a quindici dal botto di "Mr. Jones", a diciassette dalla loro formazione in quel di San Francisco dalle ceneri degli Himalayans. Chi ha imparato a conoscerli e ad amarli si ritroverà ad anticipare le melodie cantate da Adam Duritz e in alcuni casi riuscirà perfino ad intuire le parole che pronuncerà. Perchè nonostante i cambi nella formazione i Counting Crows in diciassette anni non sono cambiati di una virgola. E meno male.

8/10

Highlights:
Tutto.

5.10.2008

Baustelle - Amen (2008, Warner Atlantic)

Ma ormai la fine va da sè / è inevitabile. Sono le parole pronunciate da una sfiduciata Anna che teme di "soccombere al mercato" ed esorcizza questa sua paura ostentando un approccio alternativo al limite dell'assurdo. Ma sono anche i pensieri dei genitori di uno stereotipo 2008 come il quindicenne Charlie, plasmato da una società che corre con la tecnologia e con le mode, influendo sul suo cervello e sulla sua visione della realtà. O la riflessione dell'amante de "L'aeroplano", che non vede l'amore ma solo quello che resta, e cerca di trovare conforto in un velivolo che se ne va; per poi perdere ogni speranza quando si accorge che quella sua ancora di salvezza sta per bombardare Baghdad. Aveva ragione Baudleaire, dunque; non importa quanti cristi moriranno in croce per noi, quello che conta veramente è che non esiste un modo per espiare i nostri peccati: è tutto inutile.

8.5/10

Highlights: Tutto.

4.30.2008

Cristina Donà - Piccola faccia (2008, Emi)

Una volta terminato l'ascolto di queste dodici tracce si ha la conferma dell'assoluto valore di Cristina Donà, capace di scrivere melodie non semplici ma che vanno dritte al cuore; l'operazione "unplugged" non è affatto superflua, anzi fa risaltare ancora di più la bellezza cristallina dei pezzi.

8/10

Highlights:
Tutto.

4.29.2008

Josè James - The dreamer (2008, Bronswood Recordings)

Gilles Peterson fa centro: il talento compositivo e la classe interpretativa di Josè James alla luce di questo suo debutto sono chiari come il sole. Più jazz classico che acid jazz (o come lo volete chiamare), ma lui sembra a suo agio così e non è affatto un peccato.

8/10

Highlights:
Tutto.

4.28.2008

Oi Va Voi - Oi Va Voi (2007, V2)

La decisione di intitolare il terzo disco con la propria ragione sociale va ricercata in una serie di vicissitudini che hanno coinvolto la band, costringendola ad una pausa forzata di quattro lunghi anni dall'osannato "Laughter through tears". Nonostante la mancanza di Kt Tunstall al microfono (aveva prestato la sua voce in due singoli decisivi tratti dal suddetto album del 2002) e di Sophie Solomon al violino, le capacità di scrittura rimangono intatte e la fusione di elementi tradizionali e modernismo pop resta nella maggioranza dei casi un'operazione riuscita.

7.5/10

Highlights:
Yuri, Further deeper, Look down, Dissident, Black sheep, Dry your eyes.

4.27.2008

The Killers - Sawdust (2007, Vertigo)

Un anno dopo il sufficiente "Sam's town" la band di Las Vegas opta per una release che raccoglie b-side, cover, inediti e un paio di remix, dedicandola ai propri fan. Avendo a che fare con outtakes non c'è quasi nulla di sbalorditivo: la maggiornaza dei pezzi inediti sono standard di derivazione blues virati wavy-rock. Va fatta un'eccezione per il singolo "Tranquilize" (che vede il cameo di un certo Lou Reed) e per le ottime "Leave the borboun on the shelf" e "Sweet talk", dove Stuart Price (che già aveva remixato splendidamente Mr. Brightside) tocca le corde giuste in fase di produzione. Il take su "Shadowplay" (Joy Division) è ambizioso ma fa la sua sporca figura, la cover di "Ruby, don't take your love to town" (Mel Tillis) è un pesce fuor d'acqua, la riproposizione in chiave Abbey Road della loro "Sam's town" è apprezzabile, l'interpretazione di "Romeo and Juliet" (Dire Straits) sorprende non poco. Per i fan, come scritto espressamente dai Killers nelle note di copertina.

6.5/10

Highlights:
Tranquilize, Shadowplay, All the pretty faces, Leave the bourbon on the shelf, Sweet talk, Sam's town (Abbey Road Version), Romeo and Juliet, Mr. Brightside (Jaques Lu Cont's Thin White Duke Remix).

4.26.2008

The Kooks - Konk (2008, Virgin)

Invece di posare nel buio di un vicolo scuro all'ingresso di quello che sembra un club (ma in realtà è lo studio di registrazione dove hanno suonato il disco) i quattro inglesi avrebbero fatto meglio a farsi ritrarre in un ambiente molto più luminoso, magari al sole di una spiaggia californiana. Il loro secondo album infatti è completamente in linea con il suo predecessore di due anni fa: una raccolta di brani semplici e leggeri da ascoltare per quello che sono, senza grandi pretese e con un bel po' di spensieratezza che ogni tanto male non fa.

7/10

Highlights: See the sun, Always where I need to be, Mr. Maker, Gap, Love it all, Sway, Shine on, One last time.

4.25.2008

Cat Power - Jukebox (2008, Matador)

I soli due brani inediti inclusi in "Jukebox" si trovano perfettamente a proprio agio con le 11 cover (interpretate con grande personalità) che completano il disco; hai detto niente.

7.5/10

Highlights:
New York New York, Metal heart, Aretha sing one for me, I believe in you, Song to Bobby, Don't explain, Woman left lonely.

4.19.2008

Sharon Jones & The Dap Kings - 100 days, 100 nights (2007, Daptone Records)

Soul 2007.

7.5/10

Highlights:
100 days 100 nights, Nobody's baby, When the other foot drops uncle, Humble me, Answer me.