Felix Stallings non ha mai fatto l'errore di prendersi troppo sul serio, stampando release che racchiudono le più diverse influenze raccolte in una carriera che ha inizio ai tempi dell'acid boom. Il synth-pop vocoderizzato tinto di disco che contraddistingue il suo quarto studio album (un concept sul ritorno della musica nera degli anni 70 e 80) è coperto da una patina di ingenuità ma sotto sotto particolareggiato, scherzoso (come da copione) ma profondo alle orecchie di chi respira black, è tutto e niente: è oltre.
8/10
Highlights: Moviedisco, Like something 4 porno!, Radio, Sweetfrosti, I seem 2 be the 1, It's your move, Lookin' my best, Tweak!.
Se l'esordio "Hot fuss" (2004) aveva messo tutti d'accordo, il secondo disco della band di Las Vegas è un lavoro molto meno trasparente e diretto; sembra quasi che proprio quell'arma vincente di due anni prima si sia trasformata in una sorta di ostacolo insormontabile. I singoli "When you were young" e "Read my mind" spiccano; gli altri brani sono intrisi di una sensazione di confusione nei casi migliori ("Bling", "Why do I keep counting?") e di banalità in quelli peggiori ("Sam's town", "Uncle Jonny").
6/10
Highlights: When you were young, For reasons unknown, Read my mind, Bones, This river is wild.
Certe volte vale la pena rinunciare a parole tipo "evoluzione" o "rivoluzione". Soprattutto quando il risultato è un disco che ti cattura con dolcezza e melodia brano dopo brano. E chi se ne importa se la data del supporto recita 2008 quando potrebbe tranquillamente riportare 1995: i Nada Surf conoscono i propri limiti e riescono a trovare l'equilibrio giusto per non stancare.
8/10
Highlights: Tutto.
Al servizio di sua maestà Sven da più di 3 anni (ma senza l'esclusiva per preservare la loro prolificità in quanto a release su dodici pollici), Dan Duncan e Igor Tchkotoua giocano la carta album; la miscela di house e techno (con più di qualche sbavatura trancey e alcune puntate acid) è liquida e dettagliata, ma manca il colpo di genio.
7/10
Highlights: Sweet September, Sly detector, Imagine, Globetrotter, Sympathy for the devil.
Ormai è una certezza: l'ottimo crossover emo-pop che fu "Bleed American" del 2001 (ben esemplificato dalla perfetta "The middle") non verrà più replicato. "Chase this light" è una semplice prosecuzione del precedente "Futures", ovvero uno standard indie rock made in Usa; con un pizzico di malinconia in meno e un po' di noia in più.
6.5/10
Highlights: Big casino, Let it happen, Chase this light, Firefight, Dizzy.
Il disco più british dei cinque di Norimberga; manca un po' di freschezza, ma tutto sommato "Blunders & mistakes" funziona.
7/10
Highlights: Hyenas, Blunders & mistakes, Standing in the punchline, Minions of Satan, Chances, Ease the pain.
Scarti di genio accompagnati da una manciata di remix di classe.
7.5/10
Highlights: Cd 1 : 68 state, People, Hong Kong, Bill Murray, Spitting out the demons, Don't get lost in heaven, Stop the dams.
Cd 2 : Dare (Dfa Remix), Feel good Inc. (Stanton Warriors Remix), Dare (Soulwax Remix), Kids with guns (Hot Chip Remix), Dirty Harry (Schtung Chinese New Year Remix), Kids with guns (Quiet Village Remix).
Jazzy saudade elettronica da brividi.
8.5/10
Highlights: Tutto.
L'ennesima promessa d'amore eterno di Oliver Bondzio e Ramon Zenker alla vecchia scuola acid; Tb-303 e via.
7/10
Highlights: The trill acid theme, Me three, Apollo & Zeus, The question remains.
Ovvero la classe inquinata da un evitabile sfacciato piglio politico.
7/10
Highlights: Bouncing off clouds, Teenage hustling, Digital ghost, Girl disappearing, Roosterspur bridge, Dragon.
Il debutto solista della voce dei Pearl Jam consta di 10 splendidi haiku che fanno da contorno al singolo "Hard sun"; e il risultato è che dopo mezzora scarsa di musica si rimane li incantati, a desiderarne ancora.
8/10
Highlights: Tutto.
Poesia tech-rock italiana, e come al solito assolutamente NON all'italiana, nè per musica nè per testi.
8/10
Highlights: Tutto.
Loro c'erano quando all'inizio degli anni 90 stava nascendo un suono nuovo, in seguito definito "drum and bass"; ed è proprio grazie alle release della loro "Reinforced Records" che esiste un genere chiamato "broken beat", del quale si possono tranquillamente definire pionieri incontrastati. "Play with the changes", il loro quinto album, rasenta la perfezione; e se non verrà celebrato e ricordato tanto quanto "Two pages" (1998) i motivi sono solo di ordine temporale e circostanziale.
8.5/10
Highlights: Tutto.
I N.o.h.a. (acronimo di Noise Of Human Art) sono un trio tedesco dedito ad una forma di drum 'n bass pulita, orecchiabile e che ultimamente si avvale di campioni di musica etnica e tradizionale, possibilmente stravolti e ridicolizzati ("Balkan hot step" del 2003 è un esempio perfetto). Questo è il loro quarto disco, piuttosto debole, dove le rare tracce costruite per stupire sono poco digeribili, se non delle vere porcherie ("Pijama" su tutte).
5/10
Highlights: Dive in your life, Tu cafè, No es perfecta, Lunatica.
Il secondo disco di Joss Stone colpisce soprattutto quando ci mettono lo zampino Raphael Saadiq (anche produttore dell'intero album), Lauryn Hill, Common e Diane Warren.
7.5/10
Highlights: Girl they won't believe it, Tell me what we're gonna do now, Put your hands on me, Music, Bruised but not broken, What were we thinking.
Party-rock. E plagi su plagi. Ma anche le giuste dosi di energia e di personalità.7/10Highlights: Let me in, Outta heart, Conversation, Good day to die, So so cold.
Un'occasione per recuperare gli album dei Fragile State, duo britannico composto da Neil Cowley e Ben Mynott, con bonus cd che raccoglie dei dolcissimi remix. The big chill.
8/10
Highlights: Cd1(Remixes) - Tutto.
Cd2(The facts and the dreams) - Song of departure, The barney fade, Every day a story, Undercurrent.
Cd3(Voices from the dustbowl) - King for a day, New bassa, 600 bliss, Stolen generation, Overcurrent, Train time, Paper tiger.
Un update 2007 di decenni di soul.
7/10
Highlights: Go ahead, Superwoman, No one, Like you'll never see me again, Where do we go from here, Prelude to a kiss, Tell you something (Nana's reprise).
Il cambio (forzato) di etichetta giova all'ispirazione dei Gomez, che ritrovano emozioni e qualità di scrittura.
8/10
Highlights: Tutto.
Il quarto album di una delle band più versatili del panorama rock britannico è il più debole e privo di idee.
5.5/10
Highlights: Do one, Me you and everybody, We don't know where we're going, Sweet Virginia, There it was.