3.30.2008

Portishead - Third (2008, Mercury)

Evento. Più di dieci anni senza La Band di Bristol; una delle poche, forse l'unica, che è riuscita a dare una dimensione live al trip-hop. Si parte con "Silence", che è un paradosso perchè quei tamburi distorti sono tutto tranne che silenziosi (soprattutto se il punto di riferimento è il Portishead sound); la melodia in costante sospensione viene bruscamente interrotta quando meno te l'aspetti e il risultato è che si ha ancora più fame di loro. Il trip-folk dela successiva "Hunter" mette i brividi, "Nylon smile" gioca con intrecci di reverse, "The rip" parte splendidamente morriconiana e lo-fi per poi trasformarsi e lasciare spazio ad un arpeggio di synth. "Plastic" è il pezzo più contorto a livello di arrangiamento: bruschi stop & go, inserti quasi industrial, lavorazioni concettuali del suono della batteria e inquietanti effetti sparsi. Nell'incalzante "We carry on" ritornano invece le dissonanze del loro secondo disco, accompagnate da contrappunti di basso e da scansioni di rullante in levare militaresche; il tema non è introdotto a caso, visto che dopo lo sketch di reminiscenze sixties "Deep water" siamo attesi dalla prepotenza di "Machine gun", capolavoro onomatopeico e minimale che fa leva sul contrasto fra le distorsioni della base e la delicatezza della voce di Beth Gibbons. Il tempo dispari di "Small" rafforza la tetraggine e la tensione dell'intero lavoro, che viene in qualche modo compensata dalla melodia familiare di "Magic doors"; a chiudere il rock cupo di "Threads". Se lo scopo di aspettare dieci anni era dimostrare che la musica dei Portishead trascende tempi e definizioni la missione è stata portata a termine con successo.

9/10

Highlights:
Tutto.

3.09.2008

Goldfrapp - Seventh tree (2008, Mute)

La parentesi synth-pop (più pop che synth in "Supernature") sembra chiudersi a favore di un ritorno alle atmosfere downtempo dell'esordio; il bpm si alza infatti solo in un paio di occasioni ("Happiness" e "Caravan girl"), senza però mai raggiungere gli estremismi elettronici dei due dischi precedenti. Perchè "Seventh tree" è, ovviamente e inevitabilmente, un album che fa ampio uso di suoni digitali; ma la sua vera forza sta nel fatto che questi dieci brani starebbero in piedi anche soltanto con una chitarra e la voce (sempre incantevole) di Alison Goldfrapp. L'apertura "Clowns" in questo senso sembra una dichiarazione d'intenti, confermata dalla successiva ninna nanna "Little bird"; "Eat yourself" è una chicca quasi folk, "A&e" potrebbe essere una hit da classifica pop se arrangiata in modi più espliciti, mentre "Some people" e "Cologne Cerrone Houdini" ricalcano il disegno di "Felt mountain", che viene in chiusura estremizzato dalla infinita "Monster love". Una panacea per l'anima.

8.5/10

Highlights:
Tutto.

3.06.2008

Luke Vibert - Chicago, Detroit, Redruth (2007, Planet Mu)

L'acidume che ti aspetti da Luke.

6/10

Highlights:
Comfycozy, Radio Savalas, Argument fly, Rotting flesh bags.

3.03.2008

Pinch - Underwater dancehall (2007, Tectonic)

Quello che chiamano "dubstep", ovvero un evoluzione dub del garage sound con ritmi obbligatoriamente spezzati e dallo swing prepotente, sub all'ennesima potenza, divaghi dancehall, pad di derivazione ambient e una inspiegabile urgenza introspettiva nel mood; "Get up" e "Battered" sono due perle.

8/10

Highlights:
Brighter day, Get up, One blood one source, Gangstaz, Battered, Lazarus.

2.28.2008

Burial - Untrue (2007, Hyperdub)

Spettri nella notte, oscure presenze nascoste, angeli neri sopra una metropoli sudicia. Musica malinconica e horror, che sembra dare un doloroso addio all'evoluzione della dance, che trascende garage, 2 step e dubstep avvolgendo inquietanti vocine pitchate in una nebbia di pad cupi e striscianti, che celebra con un rituale occulto la morte del club. Capolavoro.

9/10

Highlights:
Tutto.

2.25.2008

Dot Allison - Exaltation of larks (2007, Cooking Vinyl)

Rarefatta acoustic-ambient; a cinque anni di silenzio da "We are science" scompaiono le drum-machine per lasciare spazio a chitarra e archi. Intensissimo.

8/10

Highlights:
Tutto.

2.17.2008

Sia - Some people have real problems (2008, Astralwerks)

Fedele alla sua linea downtempo (ma con un'evidente inclinazione pop), Sia riesce a dare un senso anche ad alcuni brani di "Some people have real problems" che varrebbero poco senza quella voce fuori dal comune unita ad una rara sensibilità interpretativa.

7.5/10

Highlights: Little black sandals, Lentil, Day too soon, You have been loved, The girl you lost to cocaine, I go to sleep, Soon we'll be found, Beautiful calm driving, Lullaby.

2.16.2008

Kosheen - Damage (2007, Moshka Recordings)

C'è qualcosa che non torna nei Kosheen. Per esempio la "svolta pop-rock" di "Kokopelli": proprio quello che non ti aspetti da una band che si era fatta notare per una perla come "Hide u", pezzo che riusciva nella difficile impresa di accontentare all'unisono sia l'ascoltatore medio che il ricercatore di 'nuove' vibrazioni. Quella svolta più che una mossa audace è parsa un vero suicidio: l'album del 2003 è totalmente bypassabile. E ora? Il primo brano (quello che da il titolo al nuovo disco) illude facendo pensare ad un tentativo di redenzione, per invertire la rotta e tornare verso i territori sonori di "Resist", l'esordio del 2001. Magari. "Damage" è di una banalità spiazzante: melodie a dir poco ovvie si appoggiano su arrangiamenti elettronici troppo puliti e perfettini. Ma dov'è finita l'anima?. Un vero danno.

4/10


Highlights: Damage, Out of this world, Under fire.

2.12.2008

Osunlade - Elements beyond (2007, Strictly Rhythm)

Aulica house music come lui sa; "My reflection" è un inno.

8/10

Highlights:
Stomp, Frequencies, Momma's groove, My reflection, Queen's battle, April.

2.11.2008

Felix Da Housecat - Virgo, blacktro & the movie disco (2007, Different, PIAS)

Felix Stallings non ha mai fatto l'errore di prendersi troppo sul serio, stampando release che racchiudono le più diverse influenze raccolte in una carriera che ha inizio ai tempi dell'acid boom. Il synth-pop vocoderizzato tinto di disco che contraddistingue il suo quarto studio album (un concept sul ritorno della musica nera degli anni 70 e 80) è coperto da una patina di ingenuità ma sotto sotto particolareggiato, scherzoso (come da copione) ma profondo alle orecchie di chi respira black, è tutto e niente: è oltre.

8/10

Highlights:
Moviedisco, Like something 4 porno!, Radio, Sweetfrosti, I seem 2 be the 1, It's your move, Lookin' my best, Tweak!.

2.08.2008

The Killers - Sam's town (2006, Island)

Se l'esordio "Hot fuss" (2004) aveva messo tutti d'accordo, il secondo disco della band di Las Vegas è un lavoro molto meno trasparente e diretto; sembra quasi che proprio quell'arma vincente di due anni prima si sia trasformata in una sorta di ostacolo insormontabile. I singoli "When you were young" e "Read my mind" spiccano; gli altri brani sono intrisi di una sensazione di confusione nei casi migliori ("Bling", "Why do I keep counting?") e di banalità in quelli peggiori ("Sam's town", "Uncle Jonny").

6/10

Highlights:
When you were young, For reasons unknown, Read my mind, Bones, This river is wild.

2.06.2008

Nada Surf - Lucky (2008, Barsuk / City Slang)

Certe volte vale la pena rinunciare a parole tipo "evoluzione" o "rivoluzione". Soprattutto quando il risultato è un disco che ti cattura con dolcezza e melodia brano dopo brano. E chi se ne importa se la data del supporto recita 2008 quando potrebbe tranquillamente riportare 1995: i Nada Surf conoscono i propri limiti e riescono a trovare l'equilibrio giusto per non stancare.

8/10

Highlights:
Tutto.

2.05.2008

Pig & Dan - Imagine (2007, Cocoon)

Al servizio di sua maestà Sven da più di 3 anni (ma senza l'esclusiva per preservare la loro prolificità in quanto a release su dodici pollici), Dan Duncan e Igor Tchkotoua giocano la carta album; la miscela di house e techno (con più di qualche sbavatura trancey e alcune puntate acid) è liquida e dettagliata, ma manca il colpo di genio.

7/10

Highlights:
Sweet September, Sly detector, Imagine, Globetrotter, Sympathy for the devil.

Jimmy Eat World - Chase this light (2007, Interscope)

Ormai è una certezza: l'ottimo crossover emo-pop che fu "Bleed American" del 2001 (ben esemplificato dalla perfetta "The middle") non verrà più replicato. "Chase this light" è una semplice prosecuzione del precedente "Futures", ovvero uno standard indie rock made in Usa; con un pizzico di malinconia in meno e un po' di noia in più.

6.5/10

Highlights:
Big casino, Let it happen, Chase this light, Firefight, Dizzy.

2.01.2008

The Robocop Kraus - Blunders & mistakes (2007, Epitaph / Anti)

Il disco più british dei cinque di Norimberga; manca un po' di freschezza, ma tutto sommato "Blunders & mistakes" funziona.

7/10

Highlights:
Hyenas, Blunders & mistakes, Standing in the punchline, Minions of Satan, Chances, Ease the pain.

1.31.2008

Gorillaz - D-sides (2007, Parlophone)

Scarti di genio accompagnati da una manciata di remix di classe.

7.5/10

Highlights: Cd 1 :
68 state, People, Hong Kong, Bill Murray, Spitting out the demons, Don't get lost in heaven, Stop the dams.
Cd 2 : Dare (Dfa Remix), Feel good Inc. (Stanton Warriors Remix), Dare (Soulwax Remix), Kids with guns (Hot Chip Remix), Dirty Harry (Schtung Chinese New Year Remix), Kids with guns (Quiet Village Remix).

1.24.2008

Hardfloor - The life we choose (2007, Hardfloor)

L'ennesima promessa d'amore eterno di Oliver Bondzio e Ramon Zenker alla vecchia scuola acid; Tb-303 e via.

7/10

Highlights:
The trill acid theme, Me three, Apollo & Zeus, The question remains.

1.19.2008

Tori Amos - American doll posse (2007, Epic)

Ovvero la classe inquinata da un evitabile sfacciato piglio politico.

7/10

Highlights:
Bouncing off clouds, Teenage hustling, Digital ghost, Girl disappearing, Roosterspur bridge, Dragon.

1.14.2008

Eddie Vedder - Into the wild (2007, J-Records)

Il debutto solista della voce dei Pearl Jam consta di 10 splendidi haiku che fanno da contorno al singolo "Hard sun"; e il risultato è che dopo mezzora scarsa di musica si rimane li incantati, a desiderarne ancora.

8/10

Highlights:
Tutto.

1.13.2008

Subsonica - L'eclissi (2007, Sony)

Poesia tech-rock italiana, e come al solito assolutamente NON all'italiana, nè per musica nè per testi.

8/10

Highlights:
Tutto.

1.08.2008

4 Hero - Play with the changes (2007, Raw Canvas)

Loro c'erano quando all'inizio degli anni 90 stava nascendo un suono nuovo, in seguito definito "drum and bass"; ed è proprio grazie alle release della loro "Reinforced Records" che esiste un genere chiamato "broken beat", del quale si possono tranquillamente definire pionieri incontrastati. "Play with the changes", il loro quinto album, rasenta la perfezione; e se non verrà celebrato e ricordato tanto quanto "Two pages" (1998) i motivi sono solo di ordine temporale e circostanziale.

8.5/10

Highlights: Tutto.

1.07.2008

N.o.h.a. - Dive in your life (2007, Unique)

I N.o.h.a. (acronimo di Noise Of Human Art) sono un trio tedesco dedito ad una forma di drum 'n bass pulita, orecchiabile e che ultimamente si avvale di campioni di musica etnica e tradizionale, possibilmente stravolti e ridicolizzati ("Balkan hot step" del 2003 è un esempio perfetto). Questo è il loro quarto disco, piuttosto debole, dove le rare tracce costruite per stupire sono poco digeribili, se non delle vere porcherie ("Pijama" su tutte).

5/10

Highlights: Dive in your life, Tu cafè, No es perfecta, Lunatica.

Joss Stone - Introducing Joss Stone (2007, Virgin)

Il secondo disco di Joss Stone colpisce soprattutto quando ci mettono lo zampino Raphael Saadiq (anche produttore dell'intero album), Lauryn Hill, Common e Diane Warren.

7.5/10

Highlights:
Girl they won't believe it, Tell me what we're gonna do now, Put your hands on me, Music, Bruised but not broken, What were we thinking.

1.06.2008

Hot Hot Heat - Happiness Ltd. (2007, Sire)

Party-rock. E plagi su plagi. Ma anche le giuste dosi di energia e di personalità.

7/10

Highlights: Let me in, Outta heart, Conversation, Good day to die, So so cold.

1.05.2008

Fragile State - Remixes/Classics (2007, I-label)

Un'occasione per recuperare gli album dei Fragile State, duo britannico composto da Neil Cowley e Ben Mynott, con bonus cd che raccoglie dei dolcissimi remix. The big chill.

8/10

Highlights: Cd1(Remixes) -
Tutto.
Cd2(The facts and the dreams) -
Song of departure, The barney fade, Every day a story, Undercurrent.
Cd3(Voices from the dustbowl) - King for a day, New bassa, 600 bliss, Stolen generation, Overcurrent, Train time, Paper tiger.

1.04.2008

Alicia Keys - As I am (2007, J Records)

Un update 2007 di decenni di soul.

7/10

Highlights: Go ahead, Superwoman, No one, Like you'll never see me again, Where do we go from here, Prelude to a kiss, Tell you something (Nana's reprise).

1.03.2008

Gomez - How we operate (2006, Ato / Rca)

Il cambio (forzato) di etichetta giova all'ispirazione dei Gomez, che ritrovano emozioni e qualità di scrittura.

8/10

Highlights:
Tutto.

Gomez - Split the difference (2004, Hut)

Il quarto album di una delle band più versatili del panorama rock britannico è il più debole e privo di idee.

5.5/10

Highlights: Do one, Me you and everybody, We don't know where we're going, Sweet Virginia, There it was.

12.27.2007

Maximilian Hecker - I'll be a virgin, I'll be a mountain (2007, V2)

Dodici standard lamenti d'amore.

6/10

Highlights: Snow white, Velvet son, The saviour, You came to me when I was born.

Björk - Volta (2007, One Little Indian)

Se c'è una caratteristica che nella musica permette di rischiare è quella dell'inconfondibilità. Björk in 30 anni di carriera (la metà dei quali in assolo) è riuscita ad entrare nelle classifiche pop quasi senza volerlo (il suo "Post" del 1995 rimane a tuttoggi uno degli episodi pop meno convenzionali della storia), ma soprattutto mantenendo una credibilità cristallina e proseguendo la sua carriera ascoltando il suo cuore e il suo cervello, senza preoccuparsi troppo del pubblico. "Volta" è l'ennesimo album impeccabile, dove la produzione di Timbaland ("Earth intruders", "Innocence", "Hope") va a braccetto con le sue stravaganti ballad minimali tipo "Pneumonia", dove il duetto con Anthony Hegarty (che raggiunge i livelli emotivi di "I've seen it all" cantata insieme a Thom Yorke nel 2000) si sposa bene con pezzi ultra-cinematici come "Wanderlust" e "Vertebrae by vertebrae" o con spaccati di folktronica ambientali tipo "I see who you are" o "My juvenile". L'unica stecca è "Declare independence", abbozzo noise ingiustificato del quale si può fare a meno; per il resto, ancora una volta, è magia.

8/10

Highlights:
Tutto.

12.26.2007

Iron And Wine - The shepherd's dog (2007, Sub Pop)

Roba acustica e sussurrata, in perfetto stile Sam Beam.

7.5/10

Highlights:
Lovesong of the buzzard, Carousel, House by the sea, Resurrection fern, Fightless bird american mouth.

12.24.2007

Embrace - This new day (2007, Independiente)

Sebbene non si siano mai dannati l'anima per tentare di proporre qualcosa di nuovo non si può negare che in passato gli Embrace qualche buona melodia da fischiettare l'abbiano scritta. Il relativamente recente interesse di Chris Martin (che oltre ad esserseli portati in tour ha scritto per loro il successo del 2004 "Gravity") porterebbe a confermare la tesi che nonostante i cinque vengano bollati come una delle tante band inglesi "post brit-pop" qualcosa valgano. E invece questo "This new day", purtroppo, è un disastro. Se l'apertura "No use crying" raggiunge dei buoni livelli di epicità, già il secondo brano (il singolo "Nature's law") sembra quasi una presa in giro da quanto è già sentito. Comincia "Target" e uno pensa subito agli U2 anni 80, ma non bestemmiamo per favore. Dopo la bruttina "Sainted" ecco finalmente una buona ballad, "I can't come down"; poi il nulla, ovvero una serie di pezzi stra-orchestrati e che non lasciano il minimo segno. Che peccato.

4.5/10

Highlights:
No use crying, I can't come down.

12.21.2007

Unkle - War stories (2007, Traffic Inc. / Surrender All)

Non si può certo dire che il percorso degli inglesi Unkle non sia stato travagliato; i continui ripensamenti di uno dei due fondatori della band (Tim Goldsworthy, ora Lcd Soundsytem) lo hanno portato ad abbandonare il progetto ancora prima che l'album di debutto vedesse la luce. "Psyence fiction" (1998) è una bella promessa, e i featuring di Richard Ashcroft, Badly Drawn Boy e Thom Yorke lo impreziosiscono ulteriormente. La sostituzione di Goldsworthy con Dj Shadow dura solo lo spazio di un tour, poi anche lui molla e viene rimpiazzato live dagli Scratch Perverts; la stabilità arriva con Richard File, che da questo momento in poi farà coppia fissa con James Lavelle. Anche il secondo "Never, never land" del 2003 conta su una line-up di ospiti da brivido (Jarvis Cocker, Brian Eno, Robert Del Naja, Ian Brown), e pur scontando un piccolo tributo in termini di freschezza e ispirazione rimane un prodotto curato e sopra le righe. In "War stories" l'attitudine new wave di Lavelle e File viene nettamente a galla, mentre non cambia la loro precisione in quanto a perfezione sonora; non è nulla di nuovo, ma si fa ascoltare che è un piacere.

8/10

Highlights: Tutto.

12.20.2007

Norah Jones - Not too late (2007, Blue Note)

Poco importa che lo strumento preponderante sia il piano (come nei suoi album precedenti) o la chitarra (come in questo caso) : il risultato rimane come sempre delicatamente perfetto.

8/10

Highlights:
Tutto.

12.19.2007

Cortney Tidwell - Don't let stars keep up tangled up (2006, Ever Records)

Psichedelica poesia electro-folk.

7.5/10

Highlights:
Eyes are at the billion, Pictures on the sidewalk, Don't let stars keep up tangled up, New commitment, Our time, The tide.

12.18.2007

Ash - Twilight of the innocents (2007, Infectious Records)

Dopo 9 anni di militanza Charlotte Hatherley se n'è andata, lasciando Tim Wheeler, Mark Hamilton e Rick McMurray alle prese con i fantasmi del loro passato. Il loro quinto e (dicono) ultimo disco è intrappolato in autocitazioni e melodie strasentite, intervallate da esitanti balzi verso una supposta maturità ("Polaris") che non riescono ad esorcizzare la monotonia.

5/10

Highlights: I started a fire, Blacklisted, Polaris, End of the world, Shadows.

Nine Inch Nails - Y34RZ3R0R3MIX3D (2007, Interscope)

Che una raccolta di remix risulti migliore del disco originale è da sempre cosa estremamente rara; specialmente in questi tempi segnati dalla "crisi" dell'industria discografica, che in troppi frangenti ha evidenziato confusione spacciando per validi tonnellate di rework spesso un po' troppo fini a se stessi o comunque, in tutta sincerità, evitabili. Ma questo è un argomento che non si può rinfacciare a Trent Reznor, uno di quei personaggi che ha sempre puntato tantissimo sulle rielaborazioni (anche e soprattutto ad opera sua), credendo fino in fondo in una seconda vita dei suoi pezzi. E come era già successo con "Fixed" e con "Further down the spiral" anche questo "Y34RZ3R0R3MIX3D" ha una sua ragione d'essere che va oltre il semplice proporre delle versioni alternative di tracce già esistenti: forse non sta in piedi da solo, ma riesce per certo a dare un punto di vista interessante anche ad alcuni momenti poco felici di "Year Zero", e non è poco.

7.5/10

Highlights:
Guns by computer (Saul Williams), The great destroyer (Modwheelmood), The beginning of the end (Ladytron), Capital g (Epworth Phones Remix), The warning (Stefan Goodchild), Another version of the truth (Kronos Quartet & Enrique Gonzalez Müller), In this twilight (Fennesz), Zero-sum (Stephen Morris & Gillian Gilbert).

12.12.2007

Komputer - Synthetik (2007, Mute)

Back to Kraftwerk.

7/10

Highlights:
International space station, Headphones & ringtones, Like a bird, Rain, Liquid gold.

12.10.2007

Arctic Monkeys - Favourite worst nightmare (2007, Domino)

Che gioia avere la conferma che l'eccitazione per una nuova band era ampiamente giustificata.

8/10

Highlights:
Tutto.

12.09.2007

My Brightest Diamond - Tear it down (2007, Asthmatic Kitty Records)

13 ottime rielaborazioni dei pezzi contenuti in "Bring me the workhorse"; ma gran parte del merito va attribuito alla forza delle canzoni originali.

7.5/10

Highlights:
Workhorse (Lusine), Freak out (Gold Chains Panique Mix), Disappear (Stakka), We were sparkling (Haruki), Disappear (Wheat To Whiskey Mix).

My Brightest Diamond - Bring me the workhorse (2006, Asthmatic Kitty Records)

Indie rock con una vena malinconica Bristol mid-nineties. "Gone away" da i brividi.

8/10

Highlights:
Tutto.

12.06.2007

Roisin Murphy - Overpowered (2007, Emi)

Roisin Murphy è una potenza. Da sempre leader incline all'abbattimento di ogni confine musicale, al punto che catalogare la sua musica già ai tempi dei Moloko risultava arduo. Non si ferma un attimo Roisin. E dopo lo splendido "Ruby blue", scritto a quattro mani con quel geniaccio di Matthew Herbert, ora riesce a stupire anche con il suo secondo lavoro solista. Si parte con la title track, prodotta insieme a Seiji dei Bugz In The Attic (che metterà le mani su diverse tracce): linea di basso 303, appoggi eterei, quattro note che omaggiano Corey Hart ("Sunglasses at night"), ritmica scarna e secca. Perfetto. I bpm si alzano con "You know me better", disco-house pensata insieme a Andy Cato dei Groove Armada e mixata dal signor Eric Kupper; ed ecco che il titolo "Overpowered" comincia ad assumere un significato tangibile. "Check on me" è orchestrata a meraviglia; ma è con la successiva "Let me know" che l'album raggiunge il suo picco. Intro praticamente acappella che ostenta una sicurezza non da tutti, e poi quel beat incalzante spezzato da accordi di piano discoduemila; c'è ancora Cato in fase di produzione, e si sente. In "Movie star" Roisin si trasforma in una Kylie Minogue tamarra, "Primitive" è un ibrido r&b-synth-pop che solo lei può cantare, "Footprints" pesca ancora a piene mani nella disco fine settanta, "Cry baby" è un inno a Moroder. Con la doppietta finale "Tell everybody" e "Scarlet ribbons" si toccano nuovamente livelli di qualità eccellenti: la prima scherza con un arrangiamento volutamente finto-Timbaland, la seconda è una ballad dilatata e tenerissima. Altro che confessioni da dancefloor.

8/10

Highlights:
Tutto.

12.05.2007

Samim - Flow (2007, Get Physical Music)

Underground house music di buona fattura. L'ascoltatore è caldamente invitato a skippare la traccia quattro.

7/10

Highlights:
Springbreak, Blackdeath, Setupone, Zleep.

12.04.2007

Fairmont - Coloured in memory (2007, Border Community)

Secondo long playing per il side-project di Jake Fairley, dopo quel "Paper stars" del 2002 passato quasi inosservato e l'exploit del singolo "Gazebo" nel 2005. Techno morbida e melodica che talvolta rischia di annoiare, ma nella maggioranza dei casi emoziona; ottimi i momenti downbeat.

7/10

Highlights:
Fade and saturate, Mobula, I need medicine, Calm before the storm, Flight of the albatross.

Christian Prommer - Christian Prommer's drum lesson Vol.1 (2007, Sonar Kollektiv)

Una manciata di anthem techno e house in versione jazz. Straraffinato e godibilissimo.

8/10

Highlights:
Rej, Plastic dreams, Trans-europa express, Strings of life, Beau mot plage.

12.03.2007

The Shins - Wincing the night away (2007, Sub Pop)

L'ennesimo miracolo firmato Sub Pop che si concretizza in questo terzo disco praticamente perfetto della band statunitense che debuttò 6 anni fa. Qualità.

8.5/10

Highlights:
Tutto.

Rooney - Calling the world (2007, Geffen)

Ambizioni brit che si fondono con un'attitudine power-pop a stelle e strisce. Viene fuori un qualcosa dal suono curato, ma molto, troppo standard. Un bel velo pietoso sui testi che neanche un adolescente alle prime esperienze con l'altro sesso avrebbe potuto partorire.

5/10

Highlights:
When did your heart go missing?, What for, Believe in me.